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  20/08/2010 09:55


CITTA' DI CASTELLO: FESTA DELLA “MADONNA DELLE GRAZIE”



Sarà celebrata giovedì 26 agosto la solennità della Beata Vergine Maria Madre della Grazia Divina, patrona della città e della Diocesi di Città di Castello. Centro delle celebrazioni sarà il santuario della Madonna delle Grazie, nel cuore del rione San Giacomo, nel quale dal 1456 si venera l’immagine della Madonna con il Bambino attorno alla quale ancora oggi si raccoglie la devozione mariana dei Castellani.

La celebrazione sarà presieduta da un triduo di preparazione predicato da padre Antonio M. Pacini, priore del convento dei frati Servi di Maria a Siena e originario di Città di Castello. Dal 23 agosto ogni giorno l’immagine della Madonna delle Grazie sarà scoperta alla venerazione dei fedeli. Nel pomeriggio, alle ore 17,45 saranno celebrati i Vespri e alle ore 18 la S. Messa. Nei tre giorni vi saranno anche altre celebrazioni: celebrazione comunitaria del sacramento dell’Unzione degli infermi per i malati e gli anziani della Parrocchia (lunedì 23 agosto, ore 15.30), celebrazione penitenziale e confessioni individuali (lunedì 23 agosto, ore 21), veglia di preghiera (martedì 24 agosto, ore 21). La preparazione culminerà nella grande processione di mercoledì 25 agosto, al termine della quale il vescovo diocesano, mons. Domenico Cancian, reciterà l’atto di affidamento  Maria. Il corteo partirà dal santuario della Madonna delle Grazie alle ore 21 e percorrerà il seguente itinerario: Santuario di Santa Maria delle Grazie, Via delle Giulianelle, Via Campo dei Fiori, Via dei Conti, Via XI Settembre, Via del Pozzo, Pomerio San Girolamo, Via del Vingone, Via Sant’Andrea, Via XI Settembre, Santuario di Santa Maria delle Grazie.

Giovedì 26 agosto la venerata immagine sarà scoperta alle ore 7.30, con la celebrazione delle lodi mattutine. Seguirà la celebrazione eucaristica alle ore 8, 9, 10 e 11. Nel pomeriggio, vespri solenni alle ore 17 e concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo diocesano alle ore 18.

Il programma delle celebrazioni si può consultare anche nel sito internet www.cittadicastello.chiesacattolica.it.

 

***

 

La chiesa della Madonna delle Grazie fu iniziata a costruire nell’inverno del 1306, quando i frati Servi di santa Maria trasferirono la loro chiesa e il loro convento, edificati nel 1255 fuori Porta Sant’Andrea, dentro le mura di Città di Castello. Il 5 febbraio 1306 il vescovo autorizza il priore provinciale a porre la prima pietra per la nuova costruzione e i frati a celebrare gli uffici divini. Nel 1363 la chiesa risulta troppo piccola, per cui i frati decidono di ampliarla. Il 10 aprile il vescovo approva il progetto. Questa chiesa è consacrata il 16 novembre 1381 e risulta una delle più grandi della città e anche il comune di Città di Castello si dimostra attento alle necessità della comunità religiosa e del culto, erogando alcune elargizioni in favore dei frati. Tra queste, si ricordano quelle del 1403, per il rifacimento dei travi del tetto; del 1412, per il restauro della sacrestia; del 1453, per la costruzione del pulpito; del 1481, per il restauro dell’organo.

Nel 1456 il pittore Giovanni di Piamonte (allievo e collaboratore di Piero della Francesca) dipinge l’icona della Madonna delle Grazie, raffigurata in trono, con il Bambino sulle ginocchia, tra i santi Filippo Benizi (a sinistra di chi guarda) e Florido (a destra di chi guarda), e nell’atto di benedire Città di Castello. L’immagine, probabilmente posta in una nicchia costruita sul muro esterno della chiesa, da subito attira la devozione dei fedeli, tanto che nel 1465 è riprodotta sulla campana della torre comunale. Sembra che nel 1481 il comune di Città di Castello abbia riconosciuto la Madonna delle Grazie come patrona della città, mettendo anche a disposizione del denaro per il restauro degli organi della chiesa, affinché la beatissima e gloriosissima Vergine, Madre di Misericordia, interceda presso il Signore per la pace e la salvezza della gente di Città di Castello (come si legge nella delibera del comune). In ogni modo, il riconoscimento di patrona della città da parte del Comune è documentato nel 1783; successivamente la Madonna delle Grazie è riconosciuta anche patrona della diocesi. Nel 1489 viene costruita l’attuale cappella.

Dunque, il primo nome della tavola dipinta da Giovanni di Piamonte fu Madonna della Misericordia, ma successivamente viene chiamata Madonna delle Grazie, e di questa denominazione si ha il primo documento nel 1571. Da allora questo nome passa a indica anche la chiesa, specialmente dopo che nel 1695 è abbattuto il muro che separa la chiesa dalla cappella: durante questi lavori è ritrovato l’affresco raffigurante il Transito della Beata Vergine Maria, attribuito a Ottaviano Nelli. Tra 1641 e 1643 Bernardino Gagliardi affresca le lunette con le Storie della vita di Maria e santi e profeti nella cappella della Madonna delle Grazie, consacrata il 3 luglio 1643. Nel 1703 la chiesa è restaurata, per riparare i danni causati da un terremoto verificatosi nei mesi di gennaio e febbraio, ma ben più radicale è la ricostruzione seguita al terremoto del 30 settembre 1789, che dà alla chiesa l’aspetto attuale.

È soprattutto i secoli XVI-XVIII che la devozione alla Madonna delle Grazie si diffonde sia in città che in diocesi. nel 1558, ad esempio, la Madonna delle Grazie viene scoperta alla pubblica venerazione per chiedere la fine dei ripetuti terremoti. Due anni dopo, il governatore pontificio ordina l’apertura degli sportelli della Madonna delle Grazie per pregare la Vergine chiedendo la grazia della guarigione di un uomo di nome Antonio Francesco. Nel 1568 la Madonna delle Grazie viene portata in processione per chiedere la “serenità dell’aria”. In quest’anno risiede per sei giorni a Città di Castello il duca di Parma, Ottavio Farnese, che ogni giorno prega davanti all’immagine.

Sono solo frammenti di una lunga storia di fede e devozione, fatta da tanti nomi di gente del popolo che ogni giorno ha portato ai piedi dell’immagine della Vergine Maria le proprie gioie e le proprie preoccupazioni, le proprie angosce e le proprie speranze. Il 5 maggio 1571 in un documento del comune si parla per la prima volta dell’immagine della Vergine venerata nella chiesa dei Servi di santa Maria come “Madonna delle Grazie”. Progressivamente la cappella diventa il santuario mariano cittadino, tanto da attirare la pietà anche di illustri personaggi. Nel 1575, ad esempio,  san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, celebra la messa all’altare della cappella, e l’immagine viene scoperta alla pubblica venerazione per chiedere la fine della prolungata siccità. Lo stretto legame tra il comune di Città di Castello e la devozione alla Madonna delle Grazie si rafforza ulteriormente nel 1581, quando il comune riconosce la miracolosa intercessione della Vergine Maria per l’ottenimento del bel tempo e riceve una delle tre chiavi che aprono lo sportello che copre l’immagine della Madonna delle Grazie (le altre due sono tenute dal priore del convento e dal priore della Compagnia). È ancora il comune a convalidare il nome popolare dell’immagine: il 25 aprile 1614 il consiglio del comune delibera lo scoprimento dell’immagine di Santa Maria delle Grazie. Da ora in poi sarà questo il titolo ufficiale dell’immagine, mentre in precedenza chiesa e immagine erano indicate con gli appellativi di Santa Maria dei Servi o Madre di Misericordia. Infine, nel 1620, il comune offre due angeli per sostenere le corone sulle teste della Vergine e del Bambino in occasione dell’incoronazione della venerata immagine.

Tra 1861 e 1866 i frati Servi di santa Maria lasciano la chiesa, a seguito della soppressione degli ordini religiosi da parte del nuovo governo italiano, e l’officiatura è curata dalla Compagnia della Madonna delle Grazie, che era stata fondata nel 1514. Tra gli anni ’60 e ’70 la Compagnia cura il completamento dei lavori di ampliamento della chiesa, con la costruzione della nuova abside e la collocazione di nuove vetrate policrome. Ulteriore modifiche si hanno agli inizi del XIX secolo, con l’inserimento della nuova macchina per l’altare maggiore e la costruzione del fonte battesimale (1964), e dopo il 1965, per adeguare il presbiterio alla riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. Dopo il ritorno dei Servi di santa Maria tra 1951 e 1962, nel 1963 la chiesa diventa parrocchiale.

La Madonna delle Grazie è stata a lungo venerata anche come protettrice dei professori e degli alunni delle scuole pubbliche. Nel febbraio 1703 la città è interessata da un fenomeno sismico, per cui la venerata immagine è esposta alla venerazione dei fedeli impauriti. In questa occasione si tengono processioni penitenziali e viene ripristinata l’antica usanza della visita all’immagine della Madonna delle Grazie da parte di tutti i maestri e gli scolari delle scuole pubbliche nel giorno di sabato. Nel tempo questa usanza decade, e viene ripristinata nel 1853. Ancora oggi durante l’anno scolastico gli studenti vi si ritrovano ogni giorno alle ore 7,45 per la celebrazione delle lodi mattutine.




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