versione accessibile ::
NEWS
  29/12/2018 17:21


Città di Castello: gli auguri del vescovo Cancian alla comunità ecclesiale per il nuovo anno



Clicca sulla foto per ingrandirla !

La Pace, intesa come essere in pace con se stessi, con gli altri e con il mondo, mi pare l’augurio più bello.

Questa Pace dipende innanzi tutto da ciascuno di noi. Se ognuno fosse “uomo/donna di pace” le relazioni familiari e sociali andrebbero verso la concordia e addirittura la fraternità. Il mondo intero sarebbe in Pace.

Insieme, tirando fuori il meglio di noi stessi, possiamo realizzare una convivenza serena e costruttiva; possiamo affrontare e superare positivamente le difficoltà che non mancheranno.

Se togliessimo i mali che dipendono dai nostri vizi, intemperanze, violenze, egoismi e ci impegnassimo per il bene comune, avremmo tutti un tempo migliore. La fiducia genera fiducia: insiemepossiamo farcela a vivere meglio e ci guadagneremmo tutti. .

Il messaggio del Papa porta il titolo: “ La buona politica è al servizio della Pace”. Vale per tutti, anche per chi governa il nostro Paese che sta attraversando non poche difficoltà,non solo economiche. Forse è carente l’anima. Per questo diciamo no alla politica degli slogan e della paura, agli atteggiamenti di chiusura e di durezza che generano rabbia e violenza. Diciamo sì a coltivare ragioni e visioni di bene per tutti, a cominciare dai più poveri, sfortunati e sofferenti; con particolare attenzione alle famiglie e ai giovani: difficoltà relazionali che sfociano in modo negativo sia a livello di denatalità che di educazione (vedi dipendenze varie). Più attenzione e rispetto alle donne che possono dare un ulteriore contributo ad una vita più serena e più compiuta, a partire dal rapporto uomo donna.

Qualcuno ha detto: “Occorre ripensare insieme l’Italia, partendo dai valori condivisi quali il rispetto, l’ascolto, l’attenzione e la responsabilità”. Occorre anche ripensare ad un “Europa giovane, capace di essere ancora madre”(Papa Francesco), superando la distanza che si è creata rispetto ai reali bisogni della gente. Siamo infatti dentro una transizione difficile e complessa. Il rischio è di precipitare in una spirale di incertezza e violenza. I giovani più bravi lasciano il paese per ricercare opportunità che qui non trovano, mentre altri rimangono intrappolati dove non si studia e non si lavora. Gesti di ordinaria disumanità ci sconcertano. Ma ci sono anche tanti segnali positivi che indicano nuove direzioni. Occorre alzare lo sguardo e risvegliare quelle energie che pure ci sono dentro di noi. Forse mai come in questo momento abbiamo bisogno di mettere insieme testa e cuore, mani e cervello, che ci permetta di coniugare tecnologia e umanità dando vita a modi nuovi di fare le cose.

Se in tutto questo, riconoscendo i nostri limiti, attivassimo la sapienza evangelica con i valori che Cristo, fatto uomo come noi, è venuto ad insegnarci,e che sono centrati nell’amore, nel perdono, nella pazienza e nel servizio messi in atto nei semplici gesti quotidiani, contribuiremmo a spingere il nostro mondo nella direzione giusta.

Cordialmente Buon Anno di salute, serenità e Pace.

+ Domenico Cancian, Vescovo





« Archivio »