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  22/05/2018 12:38


Assisi: all'istituto Serafico Torna l’appuntamento annuale con la Festa in Amicizia, la rassegna di eventi culturali e sociali che animerà, da venerdì 25 a domenica 27 maggio.



“I colori della vita” è il tema che l’Istituto Serafico ha scelto per la Festa in Amicizia 2018, l’atteso appuntamento che dal 25 al 27 maggio animerà la città di Assisi in una tre giorni ricca di vivaci iniziative facenti parte della rassegna di eventi culturali e sociali dedicati ai ragazzi del Serafico e alla popolazione umbra. Il tema di questa edizione Così come i colori fanno prendere vita alla tela bianca di un pittore, ogni persona può animare questa bellezza, ognuno con la propria tonalità, la propria sfumatura e il proprio stile. Ed è dalla volontà di annullare ogni forma di esclusione a favore del consolidamento delle relazioni che nasce l’idea di creare il più grande saio di San Francesco mai realizzato prima, una straordinaria performance artistica e cuore pulsante dell’iniziativa, che avrà luogo giorno 26 maggio.

 

Anche quest’anno il ricco programma della Festa in Amicizia si articolerà in tre momenti: lo spettacolo teatrale “ColoRadio”, realizzato dai bambini, dai ragazzi e dagli operatori del Serafico, che andràin scena venerdì 25 maggio, alle ore 21, presso il Teatro Lyrick di Assisi; la performance artistica “Il Saio di Francesco”, che si svolgerà sabato 26 maggio dalle ore 15 presso il prato della Basilica superiore di San Francesco, grazie alla quale il Saio prenderà nuova vita attraverso la realizzazione di un disegno composto da più mani, da più materiali, frutto del contributo di tanti partecipanti; e per la giornata conclusiva di domenica 27 maggio, che si svolgerà all’Istituto Serafico, non poteva mancare il tradizionale “Pranzo in amicizia”, cui seguirà alle ore 17 la Santa Messacelebrata da Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo della Diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino.

“Con la Festa in Amicizia intendiamo dare vita ad un momento di incontro e di condivisione in cui, sotto l’ispirazione del tema della bellezza del creato , ognuno possa trovare lo stimolo per rappresentare sé stesso accanto agli altri, in una ideale e concreta integrazione in cui confluiscono stili diversi, sensazioni molteplici e istanze plurali, nel tentare di realizzare davanti alla basilica di San Francesco quanto anche il papa sollecita nella sua enciclica Laudato Si’: L’uomo è pienamente se stesso solo se è in relazione con se stesso, con gli altri, con tutto il creato e con Dio”.  – Ha dichiarato Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. “La sfida è quindi quella di chiamare a raccolta tante realtà, in un intreccio di relazioni che possa aprire un cammino di consapevolezza e di attenzione rispetto alla vita di chi ci sta accanto, al mondo che ci circonda e che dobbiamo preservare”. – Ha concluso la Presidente.

Laudato si' è anche l’enciclica che Papa Francesco ha scritto per chiedere che tipo di mondo vogliamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi. Riprendendo le parole di San Francesco,«Laudato si’ mi signore per sora nostra madre terra», Papa Bergoglio ricorda che è proprio la Terra la nostra «casa comune» e lancia così un appello per la sua difesa e quella dell’intera umanità che la abita. Un grido di allarme che mette in guardia da un incauto sfruttamento delle risorse e da una politica miope che guarda al successo immediato senza prospettive a lungo termine. Per il Santo Padre è necessaria una nuova ecologia integrale, inseparabile dalla nozione di bene comune, che comprenda anche le istituzioni, perché «Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana». Dunque tutto è connesso, «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale». Nel contesto di oggi, in cui «si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali», impegnarsi per il bene comune significa fare scelte solidali sulla base di «una opzione preferenziale per i più poveri».


Venerdì 25 maggio, alle ore 21 andrà in scena al Teatro Lyrick di Assisi lo spettacolo “ColoRadio”.

La musica e il teatro rappresentano per i ragazzi del Serafico gli strumenti per esprimere il loro essere nel mondo. Sono le loro emozioni che prendono vita, sono il rumore delle loro difficoltà, il silenzio dei loro momenti di isolamento, lo sforzo di voler comunicare agli altri le sfumature della propria bellezza interiore. Il laboratorio musicale e teatrale, avviato ormai da tempo al Serafico, lavora per permettere ai ragazzi di salire su un palcoscenico e farsi conoscere, annullando i limiti della disabilità e conquistando quella consapevolezza di vita piena che abbatte la diversità. Lo straordinario impegno dimostrato durante il corso degli anni ha portato i ragazzi a diventare i veri protagonisti che, con sicurezza ed entusiasmo, padroneggiano il palco accanto ad attori, musicisti e ballerini professionisti. La musica e il teatro non evocano un colore solo, ma sono un arcobaleno di colori, così come la vita. È proprio questo il messaggio che si vuole lanciare con lo spettacolo “ColoRadio”, grazie al quale i ragazzi del Serafico andranno alla scoperta dell’importanza che i colori hanno nel mondo; il tutto raccontato e testimoniato in diretta radio con tanti ospiti e colpi di scena.

Sabato 26 maggio, dalle 15 alle 18, presso il prato della Basilica Superiore e in Via S. Francesco, si svolgerà la performance artistica di disegno, pittura e composizione “Il Saio di Francesco”.

L’obiettivo è quello di rappresentare San Francesco con un saio particolare, che prenderà vita grazie ad un disegno composto da più mani, da più materiali, frutto del contributo di tanti partecipanti. La Festa, diventerà l’occasione in cui si abbatte l’esclusione e si consolidano le relazioni, a partire da chi vive sulla propria pelle il tema della povertà nelle sue molteplici dimensioni.  Sarà un San Francesco che abbraccia simbolicamente il mondo. Grazie a centinaia di lavori pervenuti da numerose istituzioni, enti ed associazioni locali e nazionali, prenderà forma un’opera di oltre 30mq. Sarà la rappresentazione delle tante povertà e delle tante esperienze di prossimità che il Serafico ha voluto coinvolgere: il mondo della disabilità, gli alunni e gli insegnanti delle scuole, le strutture sanitarie e le case di riposo, le organizzazioni di accoglienza dei profughi, le istituzioni religiose e comunali, i detenuti e le carceri, le famiglie, la gente comune e artisti veri e propri.  Un lavoro congiunto che parte dai ragazzi e dagli operatori del Serafico. Dai piedi di San Francesco invece partirà una strada di disegni e di tele bianche, per permettere a tutti coloro che lo vorranno, di partecipare direttamente e di diventare parte integrante dell’opera artistica che verrà via via realizzata nel corso del pomeriggio.

 

L’idea del Serafico verrà coordinata da Daniele Procacci, Direttore Artistico del progetto, nonché Production Designer e Art Director di fama internazionale, e vede inoltre il coinvolgimento di numerosi artisti internazionali provenienti dalle Accademie di Belle Arti di Firenze e Macerata.

“È una delle collaborazioni più belle che possano esistere, perché di fronte all’arte siamo tutti uguali”. - Dichiara Daniele Procacci, Direttore Artistico del progetto. “Considero i ragazzi del Serafico non diversamente abili, ma abili diversamente. Sono loro le persone più belle e più libere che ho conosciuto e poterci lavorare insieme è un assoluto privilegio, oltre che un immenso piacere. Penso sinceramente che si possa abbattere qualunque muro attraverso la rappresentazione artistica”. – Ha concluso Daniele Procacci.

 

L’assemblarsi di colori e materiali in un enorme e grande rappresentazione che si compone e si sviluppa grazie a più mani, sembra essere la risposta alla richieste del Santo Padre a sovvertire la società dello scarto. Nulla appare così coinvolgente come ritrovarsi l’uno accanto all’altro, ognuno con le proprie peculiarità e con il proprio bagaglio di esperienze, pronti a condividere un gesto o un sorriso, in un atto solidale, prima ancora che rappresentativo o artistico.




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