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  31/05/2018 23:42


8x1000 e offerte deducibili per il clero nelle Diocesi umbre: nel 2017 c’è stato un incremento rispetto al 2016. I soldi vengono utilizzati per culto e pastorale, carità, sostentamento clero, edilizia di culto e beni culturali. Il Presidente della Conferenza Episcopale Umbra mons. Renato Boccardo: «Grazie ai fedeli delle nostre Chiese per il forte senso di corresponsabilità alla missione delle comunità cristiane»



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Nell’anno 2017 le otto Diocesi dell’Umbria hanno ricevuto dal servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Otto per mille e offerte deducibili per il clero) pari a 21.582.524,44 euro, con un incremento di 1.216.272,34 di euro rispetto al 2016 in gran parte ascrivibile ai maggiori fondi per Edilizia e beni culturali.

I soldi sono stati così ripartiti tra le Diocesi umbre: 2.853.372,29 di euro ad Assisi-Nocera Umbria-Gualdo Tadino; 1.967.963,86 euro a Città di Castello; 2.083.323,72 euro a Foligno; 1.832.407,84 a Gubbio; 2.531.141,05 ad Orvieto-Todi; 4.640.874,70 a Perugia-Città della Pieve; 2.644.347,38 a Spoleto-Norcia; 3.029.093,60 a Terni-Narni-Amelia.

L’otto per mille e le offerte deducibili per il clero sono due tipologie perfettamente distinte, anche se l’una non esclude l’altra. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento del clero e viceversa. E’ qui però che emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille, scelto con la firma apposta sulla dichiarazione dei redditi, è per il credente un atto di coerenza con la propria fede. Mentre l’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale, poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità in sede di dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui chi opera l’elargizione non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione.

Le voci di spesa. La domanda frequente è: come vengono spesi dalle diocesi questi soldi? Essi vengono ripartiti in quattro grandi macro aree, documentate e pubbliche: l’area Culto e pastorale comprende l’esercizio del culto nei vari ambiti pastorali, la cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana, formazione dei giovani. L’ambito Carità riguarda gli aiuti alle persone bisognose, le opere caritative diocesane o parrocchiali. L’area Sostentamento del clero è rivolta a favore del ministero dei tanti parroci che in Umbria che, come altrove, sono un punto di riferimento educativo e sociale, poiché accolgono e accompagnano una quantità di persone e famiglie, senza badare alla provenienza o alla confessione religiosa. Il contributo ai sacerdoti permette alle comunità parrocchiali, dove i preti prestano il loro ministero, nei paesi e nei quartieri, di realizzare progetti a favore di famiglie, progetti di misericordia e coesione sociale per dare una speranza a tante persone spesso sole e abbandonate.

Il quarto ambito Edilizia di culto e beni culturali riguarda la costruzione di nuove chiese, restauro di opere d’arte e la loro tutela e valorizzazione, l'adeguamento liturgico, cura degli archivi, delle biblioteche, dei musei, delle collezioni ecclesiastiche.

Soldi spesi bene. «Quello che vorremmo comunicare – scrive mons. Paolo Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e delegato della Conferenza episcopale umbra per il Sovvenire delle diocesi della Regione e sostegno economico della Chiesa (8xmille, Offerte per il sostentamento dei sacerdoti) - non sono solo delle cifre, pur importanti, ma la percezione di come le persone e le opere che beneficiano del denaro pubblico “restituiscano” alla collettività assai più di quanto hanno ricevuto, mediante numerose e varie azioni di attenzione a persone e ai loro bisogni, con un notevole effetto moltiplicatore. Servizi tra l’altro accessibili in larga parte a tutti i cittadini, anche a chi non appartiene alla Chiesa cattolica». 

Il grazie dei Vescovi Umbri ai fedeli per il sostegno economico alla Chiesa. «Come Vescovi – afferma mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra – vogliamo dire grazie ai tanti umbri che, con senso di corresponsabilità, comunione, solidarietà, trasparenza e libertà, contribuiscono al sostegno della vita e della missione della Chiesa». 




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